Prezzo del petrolio, tendenza invertita?

Come riporta la Reuters, è in corso un tira e molla tra Russia e Opec (l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) su un’eventuale riduzione della quantità di petrolio prodotta. L’accordo sarebbe infatti quello di tagliare le quantità per ottenere un rialzo dei prezzi. Questo perché l’oro nero è drasticamente calato di valore e da quasi 80 dollari a barile di ottobre si è scesi a sotto i 50. Chi sperava in un boom dei prezzi che facesse saltare la media annuale del costo del petrolio, è dunque rimasto deluso.

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Il prezzo medio del mese di ottobre faceva effettivamente presagire una tendenza abbastanza plateale di crescita, che però si è totalmente invertita.

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A complicare il quadro ci sono infatti gli Stati Uniti di Trump, che continuano a insistere affinché l’Arabia Saudita, il principale attore dell’Opec, prenda la strada opposta e non abbassi le quantità. Il ministro saudita per l’Energia Khalid al-Falih ha già dichiarato che il suo Paese non interverrà da solo sulla produzione senza un accordo condiviso.

Ora si aspettano i risultati del G20 in occasione del quale si incontreranno i protagonisti: Russia, Usa e Arabia Saudita.

 

Grafici presi da Statista

copyright immagine copertina

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